Le 11 migliori copertine di album di sempre

La musica è forse l’arte più insolita. Non si può vedere, non si può toccare, ma si può solo sentire. La musica è anche una delle arti che meglio riesce a esprimere e a far provare emozioni. Durante la fase di vendita sorge un dubbio: come possiamo far capire ai potenziali clienti di quale stile…

La musica è forse l’arte più insolita. Non si può vedere, non si può toccare, ma si può solo sentire. La musica è anche una delle arti che meglio riesce a esprimere e a far provare emozioni. Durante la fase di vendita sorge un dubbio: come possiamo far capire ai potenziali clienti di quale stile e genere musicale sarà l’album e quali emozioni potrebbero provare ascoltandolo?

Per questo lavoro vengono incaricati grafici e artisti per realizzare le copertine. Certo, una semplice foto della band con il titolo andrebbe bene, ma reputo che questo stile non riesca a rappresentare al meglio ciò che ci si ritroverà durante la fase di ascolto (tranne per alcuni casi). Una copertina deve incapsulare al meglio non solo stile, genere ed emozioni dell’album, la copertina deve rappresentare l’essenza dell’album, la sua identità. Ed è proprio in questo articolo che vi voglio parlare le mie copertine preferite, ovvero quelle che sono riuscite meglio a rappresentare la loro controparte musicale. Ho deciso di mettere nella lista solo album che ho ascoltato interamente, senza limitarmi a un genere solo.

 

 

Eccone 11, in nessun ordine particolare:

1. Wish You Were Here – Pink Floyd (1975)

wish

Partiamo subito col botto. Questa è probabilmente una delle migliori copertine in assoluto. L’album, dedicato al loro amico ed ex-componente Syd Barret, tratta temi quali l’abbandono, la lontananza da una persona cara e si ribella contro le case discografiche, che fin dalla loro nascita hanno sempre cercato di limitare l’espressione artistico-emotiva per il guadagno. Sulla copertina possiamo notare due uomini che si stringono la mano, di cui uno è in fiamme, simbolo di tutti i pesi e di tutte le difficoltà della vita. Piccolo tocco di classe, le fiamme stanno lentamente bruciando la banda bianca a destra.

2. Lincensed to Ill – Beastie Boys (1986)

ill

Passiamo dal Prog Rock all’Hip Hop. Per comprendere al meglio questa copertina è necessario mostrarvi la copertina completa con la back cover. Questa copertina rappresenta al meglio il gruppo. Una nuova band Hip Hop di ragazzi bianchi ebrei cresciuti con il punk, che non hanno paura di non prendersi sul serio, sono irriverenti, scherzosi e soprattutto esplosivi.

3. Nevermind – Nirvana (1991)

Nirvana Nevermind Album Cover

Album simbolo di una generazione. Il sound caratteristico dei Nirvana e del Grunge in generale ha come tema principale la ribellione verso i canoni della società, con un sottotono quasi nichilista. In questa copertina viene rappresentato in pieno il messaggio che vogliono mandare, ovvero che fin dalla nascita siamo ossessionati a rincorrere il dio Soldo.

4. Black Sabbath – Black Sabbath (1970)

blacksabbath

L’album che diede vita all’intero genere del Metal. Nonostante sia in media un album principalmente Hard Rock (comunque più “forte” e “pesante” dei suoi contemporanei), ci sono numerose parti in questo album che richiamano proprio l’inquietudine e l’oscurità che determinerà lo stile di centinaia di band Metal successive. Provate ad ascoltare la prima traccia (Black Sabbath) mentre guardate la copertina. Un esperienza da paura. Curiosità: tutt’ora non si sa ancora quale sia l’identità della donna sulla copertina, rendendo il tutto ancora più inquietante.

5. Led Zeppelin I – Led Zeppelin (1969)

ledzeppelin

I veri maestri dell’Hard Rock. Con questo album di debutto la band è pronta a scendere in campo e a spaccare. Capaci di sprigionare un energia quasi mai vista fino a quel momento, la copertina, una foto del disastro dello LZ 129 Hindenburg, li rappresenta perfettamente: uno Zeppelin di piombo pronto a esplodere.

6. Hotel California – Eagles (1976)

hotelcalifornia

Un album sicuramente più tranquillo rispetto agli altri di cui abbiamo parlato, ma i temi rimangono comunque molto “oscuri”. Nella canzone l’Hotel California è simbolo di sfarzosità, eccesso, bella gente e bella vita, puoi andarci quando vuoi, ma una volta entrato non puoi più uscire. Naturalmente una metafora per la vita da rockstar, in cui puoi avere tutto quello che vuoi, ma in realtà è solo tutta una maschera per nascondere una triste vita. La copertina rappresenta perfettamente la metafora, con una foto in lontananza dell’Hotel, dando un senso sia di bellezza e tranquillità ma anche di inquietudine e dolore.

7. Master of Puppets – Metallica (1986)

masterofpuppets

Molto probabilmente il miglior album Metal di tutti i tempi. Con questo album il cantante James Hetfield continua il percorso intrapreso nello scorso album, scrivendo testi incentrati sulla realtà, quali la dipendenza (Master of Puppets), le malattie mentali (Welcome Home) e la guerra (Disposable Heroes). Questa copertina si ispira principalmente al testo di quest’ultimo brano, che parla del fatto che i soldati vengono considerati solo come carne da macello. Infatti sulla cover è rappresentato un cimitero, su una lapide è posato un elmetto, su un’altra una dogtag, e ognuna di queste è collegata da dei fili alle mai di un mastro burattinaio, che ne ha determinato la loro fine. Da brividi.

8. Weezer (Blue Album) – Weezer (1994)

blue

Vi ricordate quando ho detto che la semplice foto di una band con una scritta non bastava a rappresentare pienamente un album? Ecco, questo è un caso completamente a parte. Questo è un album senza troppe pretese, spensierato, suonato da un gruppo di amici (anche un po’ nerd) in un garage. E’ semplice ma efficace. Ti mostra esattamente ciò che ci sarà nell’album. Purtroppo hanno riprovato questa tattica anche con altri album successivi (Green, Red, White, Black e Teal), ma che purtroppo non ebbero lo stesso effetto.

9. Resistance – Muse (2009)

resistance

Questa immagine psichedelica è un perfetto esempio del fatto che spesso le cover dovrebbero venire trattate e considerate come vere e proprie opere d’arte che possono venire apprezzate anche senza il riferimento musicale. Questo album, liberamente ispirato al grande classico 1984, concentra le sue sonorità sulla musica orchestrale e sulla grandiosità, in particolare nelle traccie di chiusura, che compongono la Exogenesis Symphony, perfettamente rappresentata da questa esplosione di colori.

10. Hemispheres – Rush (1978)

hemispheres

Beh, che dire. Album complicato, pieno di tecnicismi e cervellotico di puro Progressive alla Rush. Un immagine mistica, che sembra che voglia rappresentare una sorta di metafora che porti ordine a questo chaos di psichedelia. Copertina mistica.

11. Back in Black – AC/DC (1980)

backinblack

Ultimo candidato. La brillantezza di questa copertina non risiede nei suoi disegni, la sua impostazione grafica o la sua tecnicità, ma risiede nel suo significato. Infatti il cantante del gruppo fino ai primi mesi del 1980, morì tragicamente, quindi i suoi amici e compagni decisero di portargli rispetto con una copertina completamente nera, nome della band in contorno bianco e titolo dell’album in rilievo, con la prima traccia (Hells Bells) che inizia con delle campane di un funerale. Stranamente raffinato, per una band del genere.

Con questo articolo non volevo solo mostrarvi delle belle cover, ma spiegarvi quanto associare una buona grafica a un prodotto può elevare esponenzialmente la sua qualità e la sua influenza, rendendolo possibilmente immortale.

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