Concordato 2026-2027: impatti operativi e aggiornamenti per i sistemi informatici aziendali

Il concordato 2026 sposta la scadenza al 31 ottobre e il rilascio software al 15 maggio. Le aziende devono pianificare aggiornamenti gestionali, integrare i dati ISA per il calcolo delle premialità e garantire la piena operatività dei sistemi d’invio telematico.

Le recenti modifiche al calendario e alle modalità operative del Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026-2027 introducono cambiamenti che non sono solo di natura fiscale, ma che richiedono un’attenta pianificazione sul piano dell’infrastruttura IT e dell’aggiornamento software.

Nuova timeline per il rilascio del software e invii telematici

La variazione della data di rilascio del software ministeriale, ora fissata al 15 maggio, rappresenta il punto di partenza per gli uffici IT e i responsabili dei sistemi gestionali. È fondamentale prevedere una finestra di intervento per l’aggiornamento dei moduli fiscali non appena i pacchetti software saranno resi disponibili dai partner tecnologici.
L’allineamento della scadenza finale al 31 ottobre per l’adesione e per l’invio delle dichiarazioni (Redditi, IRAP e ISA) comporta una concentrazione dei flussi di dati in un unico termine. Per l’azienda, ciò significa garantire la massima disponibilità dei sistemi di invio telematico e della connettività nel periodo critico di fine ottobre.

Integrazione dei dati ISA e automazione dei calcoli

Il “restyling” del concordato introduce nuove soglie di premialità basate sui punteggi ISA e aliquote potenzialmente dimezzate per i rinnovi (per voti ISA superiori a 8). Dal punto di vista informatico, ciò richiede:

  • La verifica della corretta estrazione dei dati storici relativi al biennio 2024-2025 dai database contabili.
  • L’aggiornamento dei motori di calcolo interni per simulare la convenienza dell’accordo basandosi sulle nuove percentuali di riduzione (30% e 35% in base al ranking ISA).
  • La gestione digitale dei flussi per i visti di conformità, considerando che le nuove soglie di esonero (fino a 100.000 euro per l’IVA) modificheranno i workflow di approvazione interna dei crediti d’imposta.

Gestione documentale e termini di accertamento

Il beneficio del taglio di due anni sui termini di accertamento per chi aderisce al concordato ha un riflesso diretto sulla data retention policy dell’azienda. Sebbene la legge consenta tempi di accertamento ridotti, i sistemi di conservazione digitale a norma devono comunque garantire l’integrità e la reperibilità dei documenti secondo i termini civilistici ordinari. È tuttavia opportuno mappare correttamente queste scadenze nei sistemi di gestione documentale per una corretta analisi del rischio IT e fiscale.

Azioni consigliate

In attesa del rilascio dei software a maggio, si consiglia di verificare la stabilità delle attuali piattaforme di gestione ISA e di pianificare un audit preventivo sulla qualità dei dati contabili del biennio precedente, necessari per istruire le pratiche di rinnovo. La continuità operativa dei sistemi di firma digitale e di invio tramite canale Entratel/Desktop Telematico sarà essenziale per rispettare la nuova scadenza unificata del 31 ottobre.

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